La propoli

Propolis un prodotto d’uso millenario

Per secoli i popoli hanno utilizzato la propoli come rimedio naturale per curare una gran quantità di malanni , da un’attenta analisi storica si nota con sorpresa come : questo prodotto sia stato utilizzato da popoli tra loro distanti nel tempo, nello spazio e nella cultura. Già i sacerdoti egizi la usavano per mummificare i corpi dei faraoni, evidenziandone le magnifiche doti conservative di questo prodotto naturale.

I sacerdoti dell’Antico Egitto la utilizzavano per curare le infiammazioni respiratorie e della pelle. Nel secolo XI il filosofo e medico iraniano Avicenna scriveva che era in grado di eliminare l’infezione delle ferite provocate dalle punte delle frecce. Gli Incas ne hanno sfruttato le proprietà antibatteriche e antifebbrili. Stiamo parlando della Propoli e del suo potere terapeutico naturale, una conoscenza che risale al 300 a. C. e il cui uso continua ancora oggi supportato dalla ricerca scientifica internazionale.

La lista dei suoi benefici è lunga: antibatterica, antivirale, antimicotica, antinfiammatoria, anestetica locale, cicatrizzante e antiossidante. Tanti motivi per tenerla sempre a portata di mano, soprattutto ora che che l’autunno è alle porte.

I greci ed i romani apprezzavano particolarmente le qualità terapeutiche di questa sostanza. Basti pensare che i soldati romani la utilizzavano per disinfettare le ferite riportate sul campo di battaglia. Il filosofo Aristotele la studiò nella “Storia degli animali”. E’ proprio dalla Grecia che, si pensa derivi il nome Propolis: Pro a favore della Polis= città,  si era osservato che le api la usavano per sigillare e purificare l’alveare. Molti altri personaggi della storia antica lo citano: dal poeta Virgilio allo studioso Varrone, da Plinio a Dioscoride concordando sulle proprietà ed uso di questa “cera scura”. Nel II secolo A.C., il celebre Galeno la cita nei trattati di scienza medica, raccomandandone l’uso della propoli per curare i guerrieri feriti dalle frecce nemiche, ed indicandola come un ottimo rimedio naturale contro le infezioni e la febbre; più avanti il medico persiano Avicenna ne descrive le proprietà nel “Canone della scienza medica”. La civiltà Incas usava la propoli per le infezioni febbrili .

Durante il medioevo, la propoli veniva anche utilizzata per medicare l’ombelico dei neonati, come rimedio per i disturbi della gola e come cicatrizzante. Trattati di medicina russa del XII secolo, hanno indicato numerosi usi della propoli, quale ottimo rimedio per il mal di gola, mal di denti, per cicatrizzare le ferite e per guarire le piaghe. In Georgia l’uso della propoli è sempre stato quotidiano, dall’utilizzo medico vero e proprio all’impiego nelle lavorazioni del legno per i giocattoli dei bambini quale antibatterico. Nel XIII secolo in Francia veniva usata per la cura delle piaghe così come in Italia, ma un uso maggiore avveniva in Germania e Russia dove esistevano già molti prodotti per la cura del corpo. Sempre in questo secolo si sono trovate testimonianze di uso, per la lavorazione del cuoio e del legno, dove si scopre che i famosi liutai cremonesi, in particolare Stradivari, la usavano per il trattamento degli strumenti e sembra che questo trattamento donasse allo strumento una migliore sonorità..

Osservata da vicino la propoli si presenta come una sostanza resinosa di colore marrone (può andare dal giallo chiaro fino al nero), con un profumo di spezie e resine balsamiche, il sapore è amaro e pungente. La consistenza varia con la temperatura: plasmabile ed appiccicosa a 30°C friabile a basse temperature. Punto di fusione 60 – 70°C.

Non si può dare una precisa composizione chimica alla propoli in quanto varia a seconda dalla zona di raccolta.

Si può ipotizzare , però, una composizione indicativa che potrebbe andare bene per tutte le varietà di propoli, cioè che tiene conto di quei componenti principali che si sono ritrovati nelle analisi e studi fatti in diverse parti del mondo.

Composizione indicativa:

   40 – 60% resine balsami (resine molli);

 20 – 30% cera d’api cere vegetali olii fissi;

 3 – 7% olii essenziali altre sostanze volatili;

 3 – 7% pollini zuccheri;

I Principi Attivi, di varia natura, sono distribuiti in modo molto eterogeneo in tutte le frazioni e rappresentano il 10 – 20% sul totale. Una composizione così varia ci lascia immaginare che sono presenti molte interessanti sostanze. Noi analizzeremo solo le più interessanti. La parte più studiata è sicuramente quella dei polifenoli o flavonoidi (flavonoidi, fenolacidi e loro esteri, alcoli e aldeidi con nucleo aromatico). Nella propolis si trovano sotto forma semplice e di polimeri di varia natura le seguenti sostanze : alcool cinnamico, vanillina, isovanillina, cheniferide, dimetossiflavone 5 idrossi 7,4 , dimetossiflavone 5,7 idrossi 3,4 , dimetossiflavone 3,5 didrossi 7,4 , dimetrossiflavonol 5 idrossi 7,4 , acido caffeico, acido ferulico, acido benzoico, p cumarato di benzile, acacetina, apigenina, crisina, betuletolo, ermanina, isalpenina, isorammetina, galangina, pectorinarigenina, pinobanksina, pinocembrina, pinostrombina, quercitina, rammocitrina, rammetina, rammazina, sakuranetina

Sperimentazioni effettuate un po’ in tutto il mondo (Russia, Francia, Polonia, USA, Olanda, ecc.) hanno dimostrato in vivo ed in vitro le proprietà batteriostatiche della propoli anche se va precisato che l’intensità di efficacia varia a seconda della provenienza della propoli .

L’attività è stata provata sull’inibizione di crescita di ceppi batterici Gram + come: Escherichia Coli, Mycocterium tubercolosis, Proteus vulgaris, Bacillus alvei, B.larvaae, B.mesentericus, B.subtilis, su Gram – come le Salmonelle: choloeraesuis, enteriditis, typhosa, dublin, gallinarum, pullorum, ed ancora su Streptococcus faecalis, Staphylococcus sp., Streptococcus sp.. ( dott. Derevoci , dott. M.Popescu , dott. F.Popescu).

I risultati positivi vanno attribuiti ai flavonoidi ed ai fenolacidi: galangina, pinocembrina, acido benzoico, ac. ferulico, ecc. ed alla loro sinergia.

L’azione antimicotica è da attribuirsi alla presenza di pinocembrina e pinobankina in azione combinata con acido caffeico e p-cumarato di benzile (prof.Pecchiai). Le sperimentazioni hanno evidenziato proprietà fungicida su infezioni da Candida (albicans, tropicalis, parapsilosis, krusei, catenulata claussenii, brumptii, solani, utilis, melibiosi, friederichii) , su saccaromiceti, tricofili e microspori, che causano micosi sulla pelle di uomini ed animali.

Azioni fungicida, sono state provate con risultati favorevoli anche su funghi che agiscono sui vegetali : Taphrinia deformans, Cycloconium oleaginum, Penicillum digitatum.

Le proprietà antivirali della propoli sono da ricercarsi nei componenti idrosolubili. Le ricerche svolte dal prof. M.Liken dimostrano un’attività antivirale di inibizione su alcuni virus: herpes simplex, corona virus; oltre ad infezioni virali quali: influenza A e B, para-influenza 1,2 e 3, adeno virus, virus respiratorio sinclinale ed altri…).

Proprietà anestetiche e cicatrizzanti sono conosciute da molto tempo e largamente dimostrate; studi del dott. Courylo ancora del 1970 hanno dimostrato effetti anestetici eccezionali: L’abbinamento dell’azione anestetica con quella cicatrizzante, viene naturale: si combina con la notevole capacità della propoli a stimolare la rigenerazione dei tessuti.

Proprietà antiossidanti ed antiradicaliche  sono oggi oggetto di studio anche se già dimostrate e dovute alla presenza di complessi polifenolici. Tale azione è stata sperimentata con successo nella conservazione di grassi e di diversi tipi di alimenti in sostituzione di additivi chimici tradizionali

Proprietà fungicide

I preparati a base di propoli sono risultati particolarmente attivi contro infezioni da Candida, saccaromiceti, tricofili, e microspori in grado di provocare numerose affezioni parassitarie (micosi) sull’uomo e gli animali. Tale azione sarebbe dovuta  alla presenza di acido caffeico, pinocembrina, pinobaucsina e benzii-p-cumarolo.

La propoli svolge azione fungicida anche nei riguardi di alcuni funghi che attaccano il mondo vegetale.

Proprietà antivirali

La Propoli svolge un’azione di inibizione nei confronti di alcuni tipi di herpers, il corona virus e circa 10 tipi di infezioni virali.

Tale proprietà sarebbe dovuta essenzialmente alla frazione idrosolubile della Propoli.

Proprietà cicatrizzanti

Da sempre la propoli è stata impiegata sottoforma di unguento come cicatrizzante grazie alla notevole capacità di stimolo della rigenerazione dei tessuti in caso di ferite e piaghe. 

Proprietà immunostimolanti 

L’impigo della propoli potenzierebbe l’azione dei vaccini (come quelli contro il tifo e paratifo) come evidenziato da numerosi studi effettuati sui vitelli.

Proprietà vasoprotettiva

Sempre grazie aviazione dei flavonoidi che costituiscono il cosiddetto ‘fattore P’ la propoli svolgerebbe un’azione di prevenzione della permeabilità e fragilità capiliare.

Proprietà antiossidanti ed antiradicalici 

La presenza di fenoli consentirebbe l’impiego della propoli anche nella conservazione dei grassi e degli alimenti in genere in sostituzione degli additivi chimici.

Oltre a queste proprietà la propoli assunta per via interna migliorerebbe la secrezione dei succhi gastrici, è diuretica, attraverso l’azione antiossidante antiradicalica prolunga l’emivita  della vitamina C ottimizzando l’azione e lavorando in sinergia con la stessa, , funge da antisenile per l’effetto antiossidante e attivante dei complessi enzimatici.

Attualmente il maggior impiego della propoli rimane comunque quello esterno come disinfettante, cicatrizzante e lenitivo, attraverso soluzioni, unguenti e pomate

La  standardizzazione della propolis è comunque una idea molto difficile da attuare in quanto le sostanze contenute variano in base al tipo di vegetazione visitata dall’ape , di fatto comunque l’azione della stessa è data da meccanismi molto simili , la soluzione concentrata al 30 % può presentare una garanzia d’azione molto elevata , nella preparazione è possibile valutare il residuo

d’estrazione e determinare perlomeno la % di resina solubilizzata . Va inoltre considerata la presenza di una vegetazione relativamente costante nelle zone temperate , di fatto la propolis raccolta in queste fasce del globo è in generale la migliore , La propolis proveninte da fasce tropicali presenta delle caratteristiche poco adatte ad un uso interno per la presenza di sostanze irritanti per le mucose , di fatto tale propolis è comunque utile per la preparazione di cosmetici e presidi per uso esterno

La liberazione dei principi attivi della propolis può attuarsi  con diverse modalità , vengono liberati dalle resine i  composti aromatici costituenti .L’azione della propolis  soluzione integrale  è funzionale a livello del’apparato digerente delle mucose della pelle , l’azione comunque a livello dell’apparato gastro enterico si presenta con una cessione lenta dei componenti e con una potente azione antinfiammatoria dovuta alla azione antiradicalica e batteriostatica  della stessa .

 L’azione mediata dalla vaporizzazione della propolis stessa è molto potente in quanto il riscalda- mento controllato e progressivo dell’apparecchio Kontak libera le componenti di base contenute nella resina sotto forma di molecole a catena corta rendendo volatili le componenti aromatiche così ridotte e modificate .   La frazione acquosa dell’estratto contiene ovviamente tutte le sostanze più idrofile e quindi più solubili ed attive contenute nella frazione più idrofila dell’estratto , nelle forme topiche pomate unguenti creme è più facile utilizzare l’estratto in toto ed anche le componenti cerose che vengono ripartite nella frazione lipidica del preparato.   La frazione volatile presenta una caratteristica importante ovvero la possibilità di penetrare più a fondo all’interno degli alveoli polmonari favorendone anche l’assorbimento da parte del sangue   .Di fatto comunque in presenza di infezioni polmonari o renali ovvero di tessuti poco  o non  raggiungibili in senso topico ,non è pensabile poter risolvere una patologia importante con il solo uso della propolis ,  comunque dopo l’uso dell’antibiotico continuare la terapia con della propolis  può favoririre la guarigione .

contrastando le possibili resistenze . In zone invece facilmente raggiungibili quali laringe ,faringe, bocca,  cute ,apparato genitale , zone anali  si ottengono dei risultati eccellenti . Occorre anche considerare che un organismo colpito da un infezione importante non possiede un sistema immunitario in buone condizione pertanto l’uso di un solo batteriostatico non è pensabile 

Controindicazioni

Fino ad oggi non è stata registrata nessuna significativa controindicazione nell’uso della propoli ad eccezione di alcuni casi di Ipersensibilità e di sensibilizzazione manifestatesi in soggetti tendenzialmente allergici, manifestazioni messe in relazione all’abbondante presenta di allergeni nelle resine delle piante da cui le api traggono

Le infezioni delle alte vie respiratorie di origine batterica, virale o mista sono tra le più frequenti patologie infettive in tutto il mondo. I sintomi variano dal semplice raffreddore alla sinusite, dalla faringotonsillite alla tracheite. Sebbene la maggior parte di queste forme sia di natura virale è frequente il ricorso a terapie antibiotiche per evitare le sovra-infezioni batteriche o le complicanze post-infettive. Il largo impiego di antibiotici ha contribuito però all’insorgenza di ceppi batterici resistenti agli antibiotici. Per fronteggiare questo fenomeno si consiglia da una parte un uso avveduto degli antibiotici stessi, e dall’altra la rivalutazione di sostanze di origine naturale da tempo impiegate nella medicina naturale come coadiuvanti  . L’attività antimicrobica della propoli è stata evidenziata da diversi studi e la sua efficacia è dimostrata dal suo impiego nella tradizione popolare di diverse nazioni. Negli ultimi anni l’attenzione rivolta alla propoli ha portato allo sviluppo di formulazioni che hanno migliorato alcune caratteristiche del prodotto. I dati attualmente disponibili ne giustificano l’utilizzo nella terapia delle infezioni del cavo orale e delle alte vie respiratorie.

L’assunzione del propolis contribuisce ad innalzare le difese del sistema immunitario.

Particolare menzione merita il gruppo dei flavonoidi (tra cui: acacetina, crisina, pectolinarigenina, tettocrisina betuletolo, ermanina, galangina, isalpinina, isoramnetina, quercetina, ramnazina, ramnetina, ramnocitrina, pinocembrina, pinostrobina) che sono contenuti in grande quantità nel propoli (fino al 20% del peso). L’ape modifica la struttura dei flavonoidi, originariamente presenti nelle piante, togliendo gli zuccheri contenuti nel composto organico grazie agli enzimi prodotti dalle loro ghiandole salivari.

I flavonoidi hanno proprietà inibitrici degli enzimi che normalmente rimuovono il rivestimento proteico dei virus. Allo stesso modo riescono a bloccare il processo di reazione allergica impedendo la fuoriuscita di sostanze (istamina e serotonina) dalle cellule, fenomeno che accade in presenza di allergeni.

In breve i molti bioflavonoidi contenuti nel Propolis sono sostanze che sopprimono la riproduzione dei virus ed alcuni studiosi hanno dimostrato che la Propolis può prevenire influenze di origine virale nel 93% dei casi.

La Propolis in gravidanza e allattamento

La Propolis è generalmente consigliata sia in gravidanza che allattamento.

E’ opportuno comunque assumerla privilegiando prodotti naturali, senza alcol o altri solventi. Sono da preferire i miscugli di propolis senza alcol con miele , compresse di propolis ,propolis atomizzato

E’ purtroppo rimasta nell’aria come “leggenda metropolitana” la considerazione che i bioflavonoidi contenuti nel la Propolis contribuissero all’aumento del rischio di insorgenza di leucemie infantili acute a seguito della loro assunzione in gravidanza.

Ad originare questo allarme è stata la circolare ministeriale (Ufficio XII, Alimenti e Nutrizione) del 4 luglio 2002, avente per oggetto “Prodotti contenenti bioflavonoidi” e una nota della Direzione Generale degli Alimenti che, come misura di estrema cautela, richiedeva di indicare sull’etichetta dei prodotti contenenti bioflavonoidi l’avvertenza “Non assumere durante la gravidanza” .

I bioflavonoidi sono stati oggetto di ipotesi e discussioni scientifiche riguardanti una eventuale “pericolosità” legata all’aumento del rischio di insorgenza di leucemie infantili acute a seguito della loro assunzione in gravidanza. All’origine di tale allarme si pone un recente lavoro scientifico che, sulla base di esperimenti in vitro, sembrava dimostrare come alcuni flavonoidi hanno la capacità di provocare delle alterazioni cromosomiche.  Questo tipo di alterazione è la stessa presente in un’alta percentuale di leucemie infantili acute. Probabilmente è stato questo elemento a far dedurre ad alcuni autori la possibilità che i bioflavonoidi possano giocare un ruolo determinante nell’incidenza di tale malattia.

A ciò si aggiunge il fatto che i bioflavonoidi attraversano la barriera placentare3 e questo potrebbe esporre il feto all’attività della topoisomerasi II in una fase delicata della gestazione. In realtà molti dei farmaci che vengono attualmente utilizzati – probabilmente la maggior parte4 – passano la barriera placentare e quindi tale dato non può essere di per sé valutato come un indicatore di rischio.

A ciò va aggiunto il fatto che l’unica pubblicazione relativa al passaggio placentare si riferisce ad un solo bioflavonoide di natura sintetica (EMD-49209)3 e non è certo che gli stessi risultati siano estendibili alla vasta famiglia di composti identificabili come bioflavonoidi. A testimonianza dell’incertezza legata a questo fenomeno valga il fatto che due studi, condotti con diosmina su donne in stato di gravidanza con insufficienza

venosa o patologia emorroidaria, non hanno evidenziato effetti tossici sul feto, né sul bambino nato, né sulla gestante.

Bisogna inoltre tener conto che le dosi dei bioflavonoidi contenute negli integratori dietetici sono molto distanti da quelle considerate negli esperimenti in vitro ed il raggiungimento delle dosi ritenute pericolose per via di un accumulo in donne in gravidanza rimane per ora privo di fondamento scientifico.

I flavonoidi più conosciuti e presenti in alcune specialità farmaceutiche sono la rutina, la diosmina e l’esperidina; questi composti sono presenti anche negli agrumi ed in piante del genere Citrus, e vengono presentati come efficaci in una presunta capacità di riduzione della permeabilità capillare con attività antivaricose ed antiemorroidarie; a questi si aggiungono gli antocianosidi del mirtillo che sono invece promossi come efficaci nella cura della retinopatia e dell’angiopatia diabetica e come endotelioprotettori. Oltre a quelli contenuti nelle specialità medicinali, i flavonoidi rappresentano una componente importante anche di molti estratti fitoterapici quali il carciofo, la passiflora, il timo e numerosissime altre piante officinali. Tali composti sono presenti, in concentrazioni molto variabili, anche negli alimenti e come costituenti di vari integratori dietetici.

In conclusione, non ci sono elementi di allarme riguardo all’esposizione di questi composti in gravidanza; a tutt’oggi non esiste evidenza scientifica che consigli di assumere o NON assumere propolis durante la gravidanza o l’allattamento.

Di fatto quindi l’argomento tossicità della Propolis per il feto è una pura deduzione senza nessun fondamento considerando anche che la propolis è composta di polimeri e che la cessione delle sostanze contenute è graduale e quasi sempre a azione prevalentemente topica e solo in parte limitata sistemica  , questo aspetto deve indurre comunque a caratterizzare questo prodigio della natura  con altri termini

L’unico documento scientifico che cita l’argomento è il seguente, “Pregnancy and Breastfeeding:  There is not enough scientific evidence to recommend the use of propolis during pregnancy or breastfeeding. Many tinctures contain high levels of alcohol and should be avoided during pregnancy” . riportato dalla U.S. National Library of Medicine – National Institutes of Health | Department of Health & Human Services

Per sfruttare la frazione volatile della propoli é necessario uno strumento in grado di far liberare le sostanze grazie a precisi programmi di riscaldamento temporizzati, che provocano la fusione delle sue due componenti, quella cerosa e quella resinosa.

Tutti i ricercatori, che hanno utilizzato la propoli in campo medico hanno, di fatto, ricondotto l’azione curativa degli estratti alcolico, o glicolico, o acquoso della propoli, ai componenti della propoli allo stato grezzo.

Non é stato quindi studiato e dimostrato quanto dei componenti della propoli grezza sono presenti negli estratti.

Sono stati ricercati e dosati soltanto alcuni flavonoidi, come la galangina, dotata di particolare azione antibiotica.

Si é cosí trascurato il fatto che probabilmente negli estratti manca una gran parte della frazione volatile, cioé i composti aromatici e gli olii essenziali oltre che ai terpeni.

Va riconosciuto a Luigi Fabretto il merito di aver colmato questa lacuna, realizzando un apparecchio elettrico computerizzato, che vaporizza la frazione volatile della propoli: il “Diffusore Kontak”.

La frazione volatile della propoli si sprigiona in natura, nei boschi e in particolari condizioni, quando cioé la vegetazione viene inondata dai raggi solari.

In determinate occasioni é possibile avvertire nell’aria il profumo particolare del sottobosco, soprattutto dopo un temporale estivo, é tipico percepire il classico aroma delle resine umide esposte ai raggi caldi del sole; quella é la frazione volatile della propoli, definita anche “aria fina”.

D’altra parte i sanatori di una volta venivano collocati in ambienti boschivi perché in questo modo potevano sfruttare proprio le capacitá della vegetazione di rilasciare la frazione volatile della propoli nelle condizioni particolari di cui prima accennavamo.

Occorrevano da uno a cinque anni per osservare miglioramenti clinici in quanto le condizioni terapeutiche per lo sprigionamento dell’ aria fina non si verificavano in continuazione.

Oggi, invece, grazie all’esclusivo Diffusore Kontak  é possibile riprodurre tali condizioni quando e dove noi lo desideriamo, con la sensazione di dormire nel mezzo di una pineta.

            In particolare sono stati fatti molti test medici, che hanno dimostrato che con la vaporizzazione in ambiente chiuso (con volume proporzionato alla potenza dell’apparecchio o batteria di apparecchi), entro tre giorni si ottiene un abbattimento molto forte della carica microbica totale (“Biologi italiani” – feb. 1996, Garrou et alt.)

Anti-Herpes Simplex Virus Effect of an Aqueos Extract of propolis

Gli effetti di un estratto acquoso di propoli contro il virus dell’Herpes Simplex

Nel lavoro svolto dai ricercatori dell’istituto per le Bioscienze Applicate dell’Università Ben-Gurion (Israele), sono state testate le proprietà inibitorie di un estratto acquoso di propoli verso l’Herpes Simplex-1 (HSV-1). L’esperimento è stato condotto in vitro, su colture cellulari, e in vivo su ratti e conigli ai quali è stato inoculato il virus.

In vitro la propoli è stata aggiunta alle colture cellulari in tempo e dosaggi differenti, sia prima che dopo l’infezione indotta con HSV-1. Gli estratti allo 0,5% di propoli, hanno causato una inibizione del 50% dell’infezione da HSV. Dagli esperimenti effettuati è emersa una forte interazione tra la propoli e il substrato di coltura delle cellule, ma non è stata notata un’interazione diretta fra la propoli e HSV-1.

L’aggiunta della propoli prima, o al momento dell’infezione ha dato i più significativi effetti inibitori ma, anche quando è stato aggiunto alla coltura un estratto al 10%, 2 ore dopo l’infezione, è stata ottenuta una protezione pari all’80-85%. In vivo, estratti al 5% hanno impedito la comparsa e lo sviluppo dei sintomi locali. Non è stato osservato nessun effetto citotossico a dosaggi del 10% in vitro e del 20% in vivo.

A conclusione del lavoro i ricercatori hanno affermato che, la potente attività antivirale anti HSV-1 della propoli in vitro e in vivo è probabilmente dovuta alla prevenzione dell’assorbimento del virus a livello cellulare e/o all’inibizione di uno stadio della replicazione virale.

Mahmoud Huleihel PhD and Vladimir Isanu MD

Institute for Applied Bioscienses, Ben-Gurion University of the Negev, Beer- Sheva, Israel

Effetto dell’estratto di propolis sulla trasformazione in cellule maligne, indotta dal virus murino del Sarcoma di Moloney

Studi effettuati da Huleihel M. e Ishano V. dell’università israeliana Ben-Gurion, hanno dimostrato che un estratto acquoso di propolis si è rivelato efficace per inibire significativamente la trasformazione maligna delle cellule NIH/3T3 del virus murino del Sarcoma di Moloney (MUSV-124). L’effetto inibitorio dell’estratto di propolis si è rivelato più efficace quando è stato aggiunto 2 ore prima dell’infezione o nel momento stesso in cui si è verificata l’infezione.

La presenza continua dell’estratto di propolis nel terreno di coltura è stata essenziale per prevenire la trasformazione in cellule maligne.

Quando il trattamento con l’estratto di propolis è terminato, cinque-dieci giorni dopo l’infezione, si è verificato un significativo recupero della trasformazione cellulare.

Questi risultati indicano che l’estratto di propolis ha inibito significativamente la trasformazione cellulare.

Huleihel M., Ishano V.

            Il Prof. L. Pecchiai, primario dell’Ospedale dei bambini V. BUZZI di Milano, ha riportato in “Dimensione natura” – lug. 1995 una ricerca su 200 bambini che cadevano spesso in malattie da raffreddamento dell’apparato respiratorio e connesse (forme influenzali, riniti, laringiti, tosse, catarro, bronchiti, crisi asmatiche anche allergeniche, tonsilliti da streptococco betaemolitico, ecc.), con il trattamento suddetto fin dai primi sintomi si è riscontrata una guarigione più rapida e un miglior stato generale nel decorso.

            Il pediatra P. C. Salari (“Pediatrics” – feb. 1998; “Giornale del medico” – nov. 1998) con l’A.S.L. di Collegno (TO) ha constatato che questo sistema contrasta la diffusione di 25 specie di batteri su 39, fra quelli responsabili di infezioni alle vie respiratorie. Anche per i bambini piccolissimi riduce la congestione e irritazione delle mucose nasali e migliora la respirazione (specialmente notturna). Se si utilizza il diffusore con ionizzatore, l’effetto è ancor più potente per via della carica elettrostatica negativa che concentra e fissa meglio le emanazioni della propoli sui micro-organismi.

            Associazione Casa Materna Asili Nido – Milano: constatato un minor numero di assenze per indisposizioni e una minor durata delle stesse (fatta esclusione del settore in cui c’è stata una epidemia di varicella) e la non insorgenza di allergie o intolleranze alla propoli. In dettaglio si è visto, con raffronto di periodi fra il 1998 e il 1999, che a parità di iscritti nel nido lattanti c’è stato un incremento di presenze (minori assenze per malattie) del 7,7% in gennaio, 61,2% in febbraio, 48,7% in marzo. Nel nido piccoli del 13,3% in gennaio, 26,7% in febbraio, 30,7% in marzo.

            Dr. A. Penna medico chirurgo, omeopata, nutrizionista, agopuntore (“Il giornale della natura” – feb. 1998) sintesi: utilizzo delle resine naturali per abbattere le sostanze tossiche volatili in ambiente domestico e di lavoro, che formano radicali liberi la cui inalazione porta a infiammazioni croniche delle vie respiratorie. I terpeni/acidi grassi degli oli essenziali della propoli li disattivano. Inoltre fanno da isolante contro le correnti elettrostatiche degli elettrodomestici e, con la loro viscosità, aderiscono alle molecole volatili inquinanti facendole precipitare a terra.

            UNIVERSITA’ degli STUDI di TORINO – Dip. di Entomologia e Zoologia applicate all’Ambiente. Rilievi eseguiti dalla Prof.ssa Ozino, titolare della cattedra dì microbiologia della facoltà di Agraria: constatata l’efficacia di questa propoli contro ceppi di coltura di Bacillus aureus, B. thuringrensis, B. subtilis, Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli, Salmonella tiphimurium, Botrytis cinerea, Staphilococcus aureus (già con una piccolissima quantità: 0,08 mg/ml), Pseudomonas aeruginosa, Candida prapsilosis, Candida krusci.

            .).

            CHEM SERVICE controlli e ricerche. Esami eseguiti dal Dr. A. De Angelis sulle sostanze di cui sopra, con l’utilizzo di questa propoli in soluzione alcolica o al naturale, evidenziano l’abbattimento delle particelle  oltre a tutto questo, si è notato in generale:

miglioramento della secrezione dei succhi gastrici e movimenti dell’intestino

azione anti-depressiva, con un effetto psico-stimolante simile a quello della caffeina

potenziamento dell’assorbimento della vitamina C (altro immuno-stimolante)

contrasto dell’effetto tossico dell’acido lattico che si accumula nei muscoli dopo attività intense

effetto anti-infiammatorio e anti-dolorifico nei processi che colpiscono mucose, pelle e articolazioni

            Bibliografia.

Curarsi con la Propolis

Articolo del Prof.  Luciano Pecchiai,

Primario Patologo Emerito dell’Ospedale dei bambini “Vittore Buzzi” di Milano

Poinar, G., jr.1994. Bees in fossilized resin. Bee World .

Poinar G. Abeilles dans la résine fossilifiée. Bee Wordl 1994.

Poinar G. Vie dans l’ambre. 1992.

Southwick E. American Bee Journal, n. 1-1995.

Revue internationale Nature et le Monde 02\ 06\95 et 28\07\95\

Parmi les defenses: la Propolis par Roger Morse. New Zealand Beekeeper, avril 1996

L’Abeille de France. Avril 1996 :Abeilles préhistoriques. Konig. B., Dustmann, J. H. (1988).

Bausharze, Bienen und antivirale Chemoteherapie. Naturwissensch. Rundschau 41, 43-53

Istituto per le Bioscienze Applicate dell’Università Ben-Gurion (Israele