Bioterapia: parliamo di allergie

Per Bioterapia si intende una terapia che si fonda sulla vita e sulla conoscenza delle regole naturali che la  governano ; la bioterapia comprende l’uso di sostanze che regolano e favoriscono le funzioni del Sistema immunitario ,del Sistema nervoso , la regolazione di tutte le reazioni biochimiche che governano le funzioni e la fisiologia del corpo umano .

In questa sezione quindi troverete : ragionamenti sulle funzioni organiche  e su tutte le possibili funzioni biochimiche e fisiologiche ; lo scopo di queste riflessioni è quello di favorire la funzione vitale , base per conseguire una migliore qualità della vita . 

ALLERGIE

Sono sempre più numerose le persone che soffrono di allergie, da molti anni infatti, il numero degli allergici sta aumentando ad una velocità impressionante.

Un numero sempre maggiore di persone lamenta disturbi fisici o psichici apparentemente inspiegabili, che non sono messi in relazione con nessuna malattia tipica oppure spesso vengono scambiati per altre patologie.
Questo perchè è ancora poco diffusa l’idea che spesso si reagisce alle allergie anche con sintomi fisici e psichici completamente diversi dai classici disturbi cutanei o respiratori. Inoltre, non si reagisce alle allergie con un unico sintomo, ma con diversi, ecco perchè frequentemente si parla di sindrome allergica.
La maggior parte di questi “nuovi allergici” non è spesso cosciente di soffrire di allergie e del fatto che probabilmente i disturbi fisici o psichici di cui soffre sono collegati proprio a queste.
Infatti, il più delle volte si pensa solo a determinate reazioni allergiche come il raffreddore da fieno, l’asma o la dermatite. Per cui chi non soffre di queste patologie da per scontato di non avere allergie.

Per esempio tra i sintomi di allergia nell’ambito di pelle, mucose e organi interni c’è sì la neurodermatite, l’orticaria, le allergie da contatto, il raffreddore da fieno, il raffreddore cronico, l’asma, la tosse cronica, ma ci sono anche disturbi meno riconducibili alle allergie come il mal di gola cronico, la raucedine, l’acufene, le vertigini, l’infiammazione cronica della tromba di Eustachio, gli eczemi auricolari, disturbi cronici a livello di bocca, esofago, stomaco e intestino sotto forma di dolori, bruciore, crampi, nausea, vomito, diarrea e stitichezza e disturbi vaginali cronici ecc.

Tra i sintomi di allergia nell’ambito di nervi, cervello e muscoli ci sono l’iperattività , il nervosismo, l’insonnia, la stanchezza cronica, i disturbi di concentrazione, la difficoltà di apprendimento, la dislessia, gli attacchi epilettici, il mal di testa, acufeni e altri disturbi uditivi (effetti rimbombo, udito amplificato ecc.), vertigini, aritmie cardiache, nevralgie, formicolio e dolori diffusi negli arti, ecc.

E infine tra i sintomi psichici da allergia troviamo gli sbalzi d’umore, le depressioni, il nervosismo interiore, la tendenza all’aggressività , la mancanza di concentrazione, la smemoratezza, l’esaurimento psichico e fisico.

Attraverso una cura appropriata : l’organismo viene disintossicato da tutte le sostanze inquinanti  sono depositate nell’organismo comprese le scorie metaboliche.

Il termine ALLERGIA fu coniato dal medico austriaco Clemens von Pirquet nei primi anni del 1900, a partire dall’etimo greco allos, che significa “altro” e “ergein”, verbo che indica l’agire.

Allergia significa quindi una reazione (esagerata) ad un agente estraneo, e possiamo aggiungere che questa reazione si verifica in alcuni individui che rivelano per questo agente estraneo (allergene) una sensibilità soggettiva molto marcata.

Fisiologicamente, possiamo tentare una semplice spiegazione dei meccanismi con cui il nostro organismo esprime la patologia allergica dicendo che le malattie atopiche si sviluppano e si manifestano in seguito all’intrecciarsi di molti fattori: genetici (predisposizione), favorenti ( il fumo) , l’alimentazione scorretta e tutti quei fattori che vanno a minare il nostro sistema immunitario), ambientali (intendendo con ambiente sia il trovarsi a vivere in luoghi ove si è maggiormente esposti agli allergeni, sia appunto il vivere in luoghi ove sia maggiore la possibilità di essere in contatto con sostanze favorenti una diminuzione delle nostre capacità di difesa immunitaria, per esempio le città inquinate o ambienti di lavoro particolari).

Le cellule responsabili del verificarsi di tutti i caratteristici segni dell’allergia sono i mastociti, i granulociti basofili ed i granulociti eosinofili. I  mastociti sono cellule che si trovano a livello dei tessuti, mentre i granulociti sono cellule circolanti nel sangue.  Tutte queste cellule sono caratterizzate  da un citoplasma ricco di granuli, all’interno dei quali si trovano le sostanze chimiche( tristemente  note a  tutti coloro che soffrono di allergia !) che vengono liberate nel momento in cui si attua il manifestarsi della sintomatologia  allergica e cioè: istamina, eparina, enzimi litici e mediatori chimici della via dell’acido arachidonico. Inoltre, si è evidenziato come  i granulociti basofili ed i mastociti producano anche la citochina, una sostanza responsabile della regolazione della risposta immunitaria ed infiammatoria.

I granulociti eosinofili, poi, nei loro granuli citoplasmatici contengono delle sostanze di natura proteica che sono in grado di provocare una sorta di desquamazione delle cellule epiteliali delle vie aeree ed alcune sostanze ( leucotrieni, eicosanoidi, Paf) che possono contribuire al fenomeno della bronco costrizione.  

Tutti questi fattori  vengono liberati dai granulociti e dai mastociti in un momento ben preciso, che avviene infatti solo in seguito al  contatto tra granulociti e mastociti con le immunoglobuline di tipo E.

 Queste ultime, le immunoglobuline E (IgE), hanno un ruolo fondamentale nell’attuarsi dei fenomeni allergici. Esse vengono prodotte su stimolazione  del nostro sistema immunitario, e sono specifiche per l’allergene, cioè per l’agente esterno che determina la nostra “allergia a..” (polline, acaro della polvere e quant’ altro) .

Possiamo quindi provare ad immaginare una reazione a catena, in cui l’allergene stimola le cellule del nostro sistema immunitario, le  IgE si legano ai recettori del mastocita, il mastocita si attiva e dai suoi granuli citoplasmatici libera istamina e leucotrieni, queste sostanze vanno ad agire sui vasi, sulle ghiandole, sui leucociti  ….ed ecco il raffreddore da fieno, l’asma, l’eczema…

ALLERGIE ALIMENTARI

Gli alimenti contengono un elevato numero di molecole con potere di antigeni (oltre 6000), ma fortunatamente solo in alcuni individui queste inducono una sensibilizzazione.In condizioni normali il sistema immunitario associato alle mucose, l’acidità del succo gastrico, gli enzimi del pancreas e dell’intestino, la motilità intestinale e la flora batterica enterica evitano che molecole alimentari immunologicamente attive attraversino la parete intestinale, oltrepassino il fegato ed entrino in circolo.

Cosa si verifica in caso di allergia alimentare

Quando esiste un’allergia alimentare succede che, per un mal funzionamento del meccanismo di esclusione, una quantità eccessiva di molecole alimentari, con potere di antigene, attraversa la barriera intestinale e determina, nei soggetti predisposti, una sensibilizzazione e una reazione . Tutti gli alimenti potrebbero essere immunogeni, ma fortunatamente le allergie sono in genere sostenute da un numero abbastanza ristretto di sostanze alimentari . Un antigene alimentare, per poter determinare una reazione, deve possedere alcuni requisiti:

deve essere un buon immunogeno, come lo sono le proteine, infatti le allergie sono sostenute da allergeni proteici o glicoproteici,

deve resistere ai trattamenti di cottura, bollitura, spremitura, all’acidità del succo gastrico e agli enzimi intestinali. Antigeni resistenti a questi fattori sono quelli presenti nell’uovo e nel latte deve avere una scarsa capacità di indurre intolleranza.

Gli alimenti che più sovente causano allergie alimentari sono latte, cioccolato, cereali, legumi, uova, agrumi, pomodori.

La sensibilizzazione verso alcuni alimenti, come per esempio l’uovo o il latte, tende a regredire con l’età, mentre alcune, come quella verso i crostacei o i pesci, persiste anche nell’età adulta; questo perché l’organismo è in grado di sviluppare in maniera diversa una tolleranza nei confronti dei vari antigeni.

Altro fattore da ricordare è che in alimenti diversi possono esserci antigeni comuni o determinanti antigenici in comune, per esempio la gliadina è presente sia nell’orzo che nel grano e nella segale e l’antigene del merluzzo è presente in molti altri tipi di pesci. Questo fatto è alla base di fenomeni di reazioni alimentari crociate, che sono oggi studiate .

Alcune di queste sono piuttosto comuni, per esempio quelle dovute a vegetali, come i cereali, i legumi, alle uova di pollo, di anitra e di tacchino o tra pesci di specie diversa. Esistono anche reazioni incrociate tra alimenti ed inalanti, per esempio allergia alle piume e alle uova, al polline delle graminacee e alle arachidi o ai pomodori. Le allergie alimentari possono essere provocate anche da sostanze contaminanti presenti talvolta negli alimenti.

Queste molecole, anche in quantità minima, in soggetti già sensibilizzati scatenano reazioni importanti. Un esempio di questo sono gli antibiotici eventualmente presenti nel latte o nelle carni, oppure la presenza di metalli, come il cromo, il rame, che vengono rilasciati dai recipienti durante la cottura dei cibi.

Le allergie alimentari sono sempre sostenute da un meccanismo immunologico e possono essere di due tipi:

reaginico: cioè allergie IgE mediate

non reaginico: non mediate da IgE con presenza di complessi immuno patogeni, di linfociti T sensibilizzati e, talvolta, anche di anticorpi tossici.

Le varie manifestazioni dovute ad allergie si manifestano o in modo isolato o in associazione tra loro. Si possono essenzialmente distinguere due quadri clinici: reazioni immediate e reazioni ritardate

Reazioni immediate (IgE mediate):

Scatenate il più delle volte dall’assunzione di latte vaccino, frumento, noccioline e cioccolata. Si manifestano con orticaria, edema laringeo con difficoltà respiratorie, vomito, eczema, edema delle labbra e della lingua, nausea, dolore addominale e a volte shock anafilattico.

Reazioni ritardate (non mediate da IgE)

In questo caso è molto difficoltoso identificare gli alimenti responsabili, che rimangono il più delle volte sconosciuti; spesso fanno seguito ad una gastroenterite acuta, probabilmente collegabili ad un deficit immunitario transitorio. Si manifestano con astenia , ansia , dolori articolari e muscolari , otite .

E’ interessante notare che probabilmente esiste una predisposizione genetica, in quanto i portatori di allergie alimentari presentano frequentemente un’anamnesi famigliare positiva nei confronti di varie forme allergiche.

Diagnosi

Test alimentari di provocazione.

Test intradermici: sono risultati utili per selezionare i cibi da eliminare dalla dieta perché sospetti di causare disturbi gastrointestinali, rinorrea e congiuntivite, asma e sintomi similanafilattici. Per la presenza di falsi positivi non sono indicati a fine diagnostico.Test cutanei: la maggior parte degli estratti alimentari non sono standardizzati e il loro impiego è discutibile.

Può talvolta essere utile un skin-test effettuato direttamente con del cibo fresco applicato sulla cute scarificata. Risultano spesso falsi positivi e perciò la positività deve sempre essere confermata dal test alimentare di provocazione.Dieta di eliminazione: si eliminano dalla dieta di partenza tutti gli allergeni alimentari più comuni (latte, uova, crostacei, noci, grano, semi di soia e cioccolata), quindi, se i sintomi migliorano, si reintroduce un solo alimento, il quale verrà consumato con frequenza maggiore rispetto agli altri per 24 ore, per stabilire la capacità allergizzante.

Terapia

Eliminazione dei cibi responsabili.Desensibilizzazione orale: si elimina il cibo responsabile, quindi lo si reintroduce a piccole dosi, in crescendo.

ALCUNE RELAZIONI TRA ALLERGENI ED ALIMENTI ED ALCUNI ALIMENTI “A RISCHIO”

Lievito

Cioccolata

Cibi contenenti glutammato di sodio (ad es. brodo)

Salumi (con conservanti a base di nitriti)

Pomodoro (reazione crociata con Graminacee, e lattice di gomma)

Alcolici

Banane (reazione crociata con lattice di gomma,Artemisia ed Ambrosia)

Molluschi (reazione crociata con Acari)

Pesce

Fragole

Frutti di bosco

Melone (reazione crociata con Parietaria).

Ricordiamo infine che se si è allergici ad una famiglia di piante, l’allergia si estende a tutte: ciò significa, per esempio, che non si darà mai una tintura madre di Tanaceto (usata per il mal di testa) a chi è allergico alle Asteracee, perché a questa famiglia il Tanaceto appartiene.

ALLERGIE PRIMAVERILI

La primavera è un periodo cruciale per coloro che soffrono di allergia ai pollini, in quanto questi costituiscono la causa più frequente di allergie respiratorie. I pollini sono le particelle emesse dai fiori con la funzione di permettere la riproduzione di alberi e piante e quindi durante il periodo primaverile vengono rilasciati in grandi quantità nell’aria per essere trasportati lontano dal vento. I soggetti cosiddetti allergici presentano una sensibilità a questi pollini superiore alla soglia di tolleranza dell’organismo, per cui si ha un rilascio di istamina nell’organismo stesso con il conseguente instaurarsi delle cosiddetta reazione allergica.

Questa che comunemente e definita “raffreddore da fieno” si manifesta quando la concentrazione dei pollini nell’atmosfera supera i 10-20 grani di polline per metro cubo d’aria, ma è comunque variabile a seconda della specie.

Per avere un riferimento può essere utile sapere che durante il mese di Maggio si raccolgono anche 100 – 500 grani di Graminacea per metro cubo d’aria! Le reazioni allergiche possono essere in molti casi violente ed interessano principalmente gli occhi e l’apparato respiratorio sia a livello degli alveoli nasali che della mucosa bronchiale.

I disturbi legati agli occhi si manifestano con lacrimazione, prurito, arrossamento e fastidio a seguito dell’esposizione a fonti luminose particolarmente intense. I disturbi legati all’apparato respiratorio, che sono i più pericolosi, si manifestano attraverso le difficoltà respiratorie conseguenti al broncospasmo, starnuti, tosse, ma possono anche sfociare in vere e proprie crisi asmatiche con pericolo di soffocamento.

In alcuni soggetti particolarmente sensibili si possono anche avere reazioni cutanee con arrossamenti e gonfiore soprattutto a livello del volto e delle braccia. Molti pollini contengono degli antigeni, che sono la causa biochimica della reazione allergica, presenti anche in alcuni alimenti vegetali; l’ingestione di questi alimenti durante la stagione dell’impollinazione può dare origine a reazioni allergiche particolari definite “Allergie Crociate”

Questo tipo di reazioni allergiche si manifesta con la comparsa di prurito intenso, gonfiore alle labbra e al cavo orale immediatamente dopo l’ingestione degli alimenti vegetali.

La reazione allergica crociata a volte si manifesta anche con il gonfiore della glottide e conseguente rischio di soffocamento.

Data l’importanza che riveste per i pazienti conoscere quali cibi possono dar luogo ad una reazione allergica crociata di seguito vengono evidenziati alcuni cibi che sarà opportuno evitare per i soggetti allergici ai vari pollini.

GRAMINACEE

Frumento, pomodoro, kiwi, agrumi, melone, anguria,, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla.

PARIETARIA

Basilico, ortica, melone, ciliegia, gelso.

COMPOSITE

Cicoria, tarassaco, camomilla, banana, castagna, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, pepe verde, olio di girasole, margarina, miele.

BETULACEE

Mela , pera, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, lampone, fragola, frutta secca, kiwi, sedano, prezzemolo, carota, finocchio.

Per concludere può essere utile ricordare alcune regole comportamentali da seguire nei periodi critici:

· evitare di effettuare attività fisica all’aria aperta durante le ore più calde della giornata.

· informarsi sulla concentrazione dei pollini a cui si è allergici nei luoghi ove si va a trascorrere i week-end o le vacanze.

· viaggiare mantenendo chiusi i finestrini delle auto

· soggiornare per quanto possibile in ambienti dotati di aria condizionata

· evitare di passeggiare in luoghi in cui l’erba sia stata tagliata di fresco.

Bibliografia :Grande dizionario Enciclopeduico di Omeopatia e Bioterapia Ico Bianchi Luis Pommier Nuova Ipsa

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